lunedì 20 aprile 2020

ITALIANO capitolo decimo della nostra Staffetta di scrittura

Buongiorno ragazzi!
Iniziamo la giornata con italiano lavorando sul capitolo decimo della staffetta di scrittura della Bimed.



Vi inserisco il capitolo decimo della Staffetta di scrittura Bimed...è finito il racconto, vi è PIACIUTO IL FINALE? Questo racconto l'abbiamo iniziato a scrivere  ad ottobre redigendo il primo capitolo, un' emozione leggere come è finito! So che l' avete già letto, ve l' ho inoltrato l' altra settimana, ma come facciamo sempre insieme in classe, ci lavoriamo un pò su! Dopo aver letto insieme, andiamo a cercare le parole difficili sul vocabolario, VI RICORDATE? Aiuta ad ampliare il vostro lessico, così ho evidenziato alcune parole, cercatele sul dizionario: poi rileggete il capitolo attentamente, ve lo ripubblico, per renderlo più allegro ho inserito i vostri disegni sulle cuccumelle: buona lettura!



CAPITOLO DECIMO
IL GIORNO TANTO ATTESO 




 


La proposta del Professor Bevilacqua piacque tanto a Dario, anzi ne fu entusiasta! Era davvero eccitato all’idea, ma… aveva soltanto una settimana per preparare le cuccumelle, allestire la mostra e abbozzare un discorso di presentazione. Ma non si lasciò prendere dall’ansia. Corse a casa e, davanti alle cuccumelle, con le mani ai fianchi, un sorriso smagliante e gli occhi vispi e brillanti di entusiasmo disse: «Ragazze, è il vostro momento! Si va tutti al museo del Palazzo Reale, dove chiunque potrà conoscervi ed apprezzarvi. Fatevi belle e passatevi una mano di lucido. Presto non c’è tempo da perdere!» Detto ciò, tutte si guardarono in faccia incredule e un po’ dubbiose… finché Azzurra non lanciò in aria un grosso evviva. A lei si unirono le grida di gioia delle altre cuccumelle. Carmela abbracciò Roxy; Azzurra prese per manico altre tre cuccume e improvvisò un balletto; Morize piangeva di gioia, Profumella con gli occhi sgranati ancora non poteva crederci e pensava che fino al giorno prima giaceva dimenticata e moribonda in una discarica! Ma in quel frastuono, all’improvviso si sentì l’urlo di Azzurra: «Basta ragazze, non perdiamo altro tempo. Dobbiamo prepararci!»
Tutte si misero all’opera e cominciarono freneticamente a cercare in tutta la casa colori, vernici spray, detergenti, pezzi di ricambio… Dario le aiutò procurandosi tutto il necessario e, nel giro di poche ore… che meraviglia! Le signore cuccume erano tutte schierate su un grande tavolo come soldatini, una accanto all’altra, pronte all’ispezione del generale. Dario con la faccia seria e il petto all’ infuori passò in rassegna le belle signore, non trascurando neanche un dettaglio. 
In casa cadde un silenzio di tomba. Tutte aspettavano il verdetto. Giunto davanti all’ultima, Dario fece un passo indietro, si mise davanti a tutte e…  «Splendido!» esclamò alzando le braccia e, quasi contemporaneamente si levarono le urla di gioia di tutte le cuccumelle che ormai sentivano di avercela fatta.  Persino Silvio cominciò ad apprezzare quelle vecchie caffettiere!

 La notizia della mostra fece subito il giro della città e ben presto superò la vetta del Vesuvio, oltrepassò le acque del Golfo e poi quelle del Tirreno, giungendo in ogni angolo del mondo. I giornali stamparono un’edizione straordinaria, titolando: Le cuccumelle sono ritornate! Come si sa, anche le pagine dei giornali finiscono in discarica, dove i topini e i gabbiani sono di casa, e così mentre Topo Lino cercava la sua porzione quotidiana di cibo, si imbatté in quel titolone. Incredulo, lesse l’articolo tutto di un fiato e… in men che non si dica, la notizia fece il giro della discarica. Radunò la sua allegra combriccola e propose di partecipare all’evento. Non finii neppure di parlare che si levò in coro un sonoro “Sìììì!”


 Finalmente il grande giorno era arrivato. Dario, con l’aiuto del suo fidato amico, sistemò con cura le cuccumelle in dei cartoni, li caricò in macchina e… via! Alla volta di Piazza Plebiscito.  Le cuccume vennero sistemate accuratamente in bella mostra, facendo in modo che ciascuna di esse avesse il massimo della visibilità perché, si sa, la vanità è femminile! Azzurra posava come una diva di Hollywood, Morize si dava un’ultima sistematina al beccuccio, Roxy cercava il suo profilo migliore… Quando si aprirono le porte del palazzo, tutti, ma proprio tutti erano attratti dalle vecchie cuccume. I bambini chiedevano incuriositi cosa fossero quegli strani oggetti e le mamme spiegavano che prima delle macchinette a cialde, esistevano… Fu così che i bambini cominciarono ad interessarsi alla loro storia, e quando la sala fu stracolma di visitatori, Dario volle fare la sua presentazione. Finalmente aveva l’occasione di spiegare quanto sia importante conservare e curare gli oggetti del nostro passato e
quanto essi siano utili anche per comprendere il presente.

Ora aveva finalmente l’opportunità di far capire alla gente quanto sia sbagliata la nostra cultura dell’usa e getta. Una volta non era così. Difficilmente un oggetto veniva gettato, tutto veniva riparato: le scarpe, gli ombrelli, i vasi e i piatti rotti, i pantaloni strappati… proprio tutto! Lo spreco non era concepito e le discariche non erano così stracolme!  In fondo alla sala, su uno scaffale in alto, facevano capolino, vestiti di tutto punto per l’occasione, Topo Lino, Levante, Ponente, Topo Mouse, Topo Tip che ascoltavano commossi il discorso di Dario, guardando con gioia le loro amiche in bella mostra.  Dario non dimenticò di ringraziarli pubblicamente: «Senza di loro le cuccume starebbero ancora sepolte sotto un cumulo di rifiuti!» disse, puntando il dito verso di loro.  Il pubblico si girò tutto a guardare con uno sguardo riconoscente quei piccoli grandi eroi, nel frastuono di un fragoroso applauso, al quale si unirono le amiche cuccume… Topo Lino accennò ad un inchino, mentre Ponente, assai timido, arrossì vistosamente, abbassando lo sguardo. Il sindaco, in prima fila con la sua fascia tricolore, volle subito conferire loro la cittadinanza onoraria e decise anche di insignire Dario di una onorificenza al merito. 
Finito il discorso di presentazione, tutti avevano capito l’importanza di quegli oggetti come di tutti gli oggetti appartenuti al passato, e da allora, prima nella città di Napoli dopo in tutte le altre, la gente pensò due volte prima di gettare in discarica qualcosa che poteva avere una seconda vita.  I bambini fecero tesoro di quell’insegnamento e diventarono i paladini del riciclo, del riuso e anche della salvaguardia del patrimonio storico. Uno di loro divenne un professorone dell’università Federico secondo, dove raccontava sempre ai suoi studenti la storia incredibile e meravigliosa delle signore cuccumelle, mostrando le foto di quell’evento al quale aveva assistito da bambino con la commozione e la gioia negli occhi! 

COMPRENSIONE:PER MERCOLEDI 
RISPONDETE SUL QUADERNONE BLU a queste domande, riscrivendo la domanda.

DOMANDE
1- Cosa doveva fare Dario per prepararsi all' evento?
2- Cosa dice alle cuccumelle?
3- Cosa fecero le cuccumelle?
4- Cosa fece il giro della città?
5- Topo Lino in cosa s' imbattè?
6- Cosa successe quando si aprirono le porte del palazzo?
7- Dario finalmente cosa aveva l' opportunità di far capire?
8- Ti è piaciuto il finale o avresti voluto un altro finale?


Dato il successo degli esercizi on line ve ne ripropongo altri.




In più dato che vi è piaciuto creare "Le mensole di grammatica" ho pensato di farvi realizzare "L'armadio dei verbi": mercoledì vi pubblicherò il video, poi realizzeremo "l' armadio" più avanti.


Un saluto dalla maestra Mariagrazia

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